La storia

Secondo alcune testimonianze storiche dal Colle del Sestriere passarono Annibale e Giulio Cesare. Mentre la prima moderna "rotabile" del 1814 si deve a Napoleone, come ricorda l'obelisco eretto nel 1914 e inaugurato nel 1921 per il centenario del passaggio delle Armate.

Sulle carte del XII secolo il colle è chiamato "Ad Petram Sistrariam" che stava ad indicare che lì era posta la sesta pietra, o sesta colonna miliare, per segnare al viandante dell'epoca la distanza percorsa sulla strada delle Gallie.

 La denominazione "Sestrierès" trae origine dal patois e non dal francese come si pensa, e dal 1935 fu sostituita con quella di "Sestriere".

L'idea di fare di Sestriere una grande stazione turistica delle Alpi Occidentali è del senatore Giovanni Agnelli e di suo figlio Edoardo.

Alla fine degli Anni Venta il Colle del Sestriere si presenta come una grande conca ad anfiteatro, sopra i 2000 metri, che divide le due vallate principali, la Valle Chisone e la Val Susa, affacciato su un maestoso panorama con le creste del confine italo-francese e i ghiacciai del Delfinato, un solo piccolo hotel che Vincenzo Possetto, figlio dei gestori della vecchia casa cantoniera dal 1864, aveva iniziato a costruire nel 1914.

Benché non si abbia un'anagrafe precisa, la nascita del moderno Sestriere è certamente datata 1930, l'anno in cui il fondatore della FIAT incaricò l'ingegnere Vittorio Bonadè Bottino di progettare la prima funivia dopo che il consulente Angelo Rivera, da esperto ed appassionato sciatore, aveva suggerito i luoghi più adatti dove fare sorgere gli impianti meccanici di risalita. Il progetto continuò con la costruzione dapprima della funivia Alpette-Sises, poi del trampolino di salto del lago Losetta, del ristorante turistico, della funivia Banchetta, del portico per i servizi e gli esercizi commerciali, degli alberghi Principi di Piemonte, Torre e Duchi d'Aosta, le emblematiche torri divenute simbolo di riconoscimento del paese.    

 Sestrierès diventa così, in meno di un decennio, dal 1931 a prima della guerra, un centro turistico ben attrezzato con un'ampia offerta di impianti sportivi, di strutture alberghiere, di servizi sia per il breve sia per il lungo soggiorno.

Rappresenta la prima località intesa come ski-total, la cui formulazione venne coniata solo più tardi con la creazione delle stazioni montane francesi. Vera e assoluta novità fu che una stazione invernale fosse progettata e costruita rigorosamente in funzione dello sport cui era dedicata, in armonia con il territorio su cui doveva sorgere e nel severo rispetto dei giusti rapporti tra costruzioni, campi da sci, ambiente.

In questa nuova e innovativa stazione turistica si sarebbe modificato l'apporto della popolazione residente e dei ceti produttivi che avrebbero ancorato allo sviluppo del terziario l'economia di Sestriere. Un insediamento dove protagonista assoluto è lo sport e lo sci in particolare, dove vengono fatti convivere un turismo di massa, favorito dalla vicinanza a Torino e grazie allo sviluppo della motorizzazione, e un turismo èlitario.

Una stazione di sport invernali che in estate diveniva un centro turistico montano di prestigio con quel straordinario campo di golf a 18 buche.

In questo contesto e in questi anni, e più precisamente nel 1931, a Sestrierès venne creata la prestigiosa e innovativa scuola di sci diretta da Hans Nobl. Parallelamente nacque anche la "Scuderia Edoardo Agnelli", venti giovani valligiani tra i quali sarebbero ben presto emersi non solo ottimi maestri di sci ma anche famosi campioni quali Alberto Marcellin e Camillo Passet.

La scelta di Hans Nobl a dirigere l'attività di Sestriere non fu certo casuale data la notorietà del grande campione austriaco che sciava sempre vestito di celeste e che fu ben presto soprannominato "l'arcangelo delle nevi", per la sua elegante tecnica e il singolare abbigliamento.

Nel 1935 Edoardo Agnelli ideò la "Sei giorni internazionale", una serie di discese da svolgersi su sei differenti piste. Un'opportunità offerta solo dal Sestrierès, grazie agli innumerevoli tracciati ed agli impianti di risalita. La competizione è però assai dura e viene così ridotta a una "Tre giorni internazionale", che successivamente viene chiamata "Tre funivie".

La guerra interrompe l'attività agonistica e alcuni rappresentanti della "Scuderia" entrano a fare parte della "Scuderia Militare Alpina". Al termine del conflitto la "Scuderia Edoardo Agnelli" si ricompone costituendo un vero e proprio sci club con la denominazione attuale di "Sci Club Sestriere".

Al suo interno si articola in due sezioni, quella degli sciatori "Cittadini" e quella degli sciatori "Valligiani". I primi sciatori "cittadini" aggiungono altri successi a quelli raccolti fino a quel momento della "vecchia guardia" dei "valligiani" che sfoggiano il maglione nero anziché rosso. È una fase importante per lo Sci Club Sestriere in quanto dalla fusione tra le due forze agonistiche nascono le soddisfazioni più grandi per lo sci italiano.

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